Capita di attraversare la notte dentro un pullman dopo una giornata stancante e guardare fuori dal finestrino mentre gli altri fanno casino, la musica dentro le orecchie a coprire il rumore della vita intorno.
Capita di guardare fuori e vedere una strada deserta di campagna, una macchina solitaria, un casolare poco illuminato. E capita di pensare al significato che hanno le cose.
E capita anche di rendersi conto di essere molto fortunati a non aver bisogno di un dramma particolare per imparare ad apprezzare le cose piccole, quelle che normalmente [o forse alle persone normali] passano inosservate. E che sono quelle che, nella loro semplicità, hanno più significato, perchè non hanno bisogno di significati aggiuntivi. Un gabbiano che vola è un gabbiano che vola, non ha bisogno di essere nient'altro. E allo stesso modo un bacio, un abbraccio, un sentimento, una sensazione dovrebbero essere ciò che sono senza doverli per forza caricare di significati aggiuntivi.
Le note sono note, e la musica è musica, senza che ci sia bisogno di aggiungere per forza un testo.
Dovremmo solo lasciarci liberi di ballare.