Confessioni di un Artista di Merda

"Bukowski sarebbe il mio eroe
se non fossi così cinico."


martedì, 24 novembre 2009

[My funny valentine]

Straordinario come le cose possano cambiare nel giro di due giorni
senza che sia successo niente.
Del tipo che hai appena finito di parlare con una persona che ti fa stare bene e, guardandoti semplicemente intorno, ti rendi conto che è possibile tutt'altro livello di comunicazione. E vuoi metterlo alla prova, per vedere cosa succede.
Del tipo che scopri che sebbene fare l'amore sia una delle cose che ami di più non sei affatto disposto a condividere certe intimità con chiunque, neanche se quel chiunque ti piace, ma non ti piace abbastanza.
Del tipo che dopo una settimana di alimentazione rigidamente controllata causa impegni sportivi scopri l'esistenza del gelato al caramello.
Del tipo che scambi due parole virtuali con una donna che hai incrociato solo due volte, ma che ti sembra di conoscere da sempre. E pensi che ne scambierai presto altre due, ma forse stavolta non virtuali.
Del tipo che meglio soli che male accompagnati vale adesso più del solito.
Del tipo che non hai voglia di provare a vedere come va solo per assecondare i desideri di persone con cui forse, ma solo forse, potresti anche stare bene.
Del tipo che conosci le regole, le tattiche, le strategie e pure qualche trucco, ma di giocare hai proprio perso la voglia.

Del tipo che non te lo aspettavi che potesse essere così.
Ma ti va benissimo, perchè non hai più alcuna fretta.

confessione di stevenorrin delle ore 00:11
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lunedì, 16 novembre 2009

[Bulletproof]

Ultimamente mi hanno dato per due volte dell'arrogante. E del presuntuoso.
Poi stamattina ero in giro in macchina nel sole e nel caldo e mi accorgo di avere voglia di salsedine e odore di alghe e sabbia. E di chiacchiere anche. Domani sera.
E un pò prima mi capita di sentire il freddo dell'autunno che sta diventando inverno, e di pensare alle persone che negli anni passati l'hanno riscaldato. E mi chiedo se voglio davvero restare da solo, in bilico tra tante relazioni dalle quali entrare e uscire come un pesce, oppure voglio tuffarmi ancora una volta dentro a una di esse. E la risposta è si.
E mi chiedo dove sono e dove sto andando, e la risposta esatta non la conosco ancora. Ma so che devo andare, ancora andare. E che certi errori sono dietro alle spalle. E lo faccio per me, ma servirà anche per chi ci dovesse essere e non c'è ancora.

E ho voglia di andare a ballare. Di portare il mio corpo in mezzo a quelli di tante altre persone, e divertirmi, e non pensare a niente che non sia un pensiero fisico. Ho voglia di muovermi e di sorridere senza motivo.
E poi basta, e tanto altro ancora. Che ho scoperto cose di me che non sapevo, e altre che non sapevo di sapere. E devo solo resistere alla tentazione delle sirene di turno, tenere la barra dritta e andare avanti, e vedere cosa viene dopo.

E in fondo siamo tutti adulti e vaccinati. E se qualcuno vuole farsi andare bene qualcosa che non gli va bene, faccia. Mi dicono di divertirmi, e sarà fatto. Senza pagare prezzi indebiti, e senza farne pagare. Ma è un mondo adulto e si sbaglia da professionisti.

E mi sembra che sia tutto liquido, me compreso. Fluido e instabile, mutevole e multiforme. Basta inclinarsi da un lato per cambiare l'esito della partita. Basta soffiare perchè la superficie si muova e cambi e assuma un diverso equilibrio. Ma la stabilità ormai è cristallizzata, e va bene così.
E comunque, I gotta feeling.
confessione di stevenorrin delle ore 23:54
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lunedì, 16 novembre 2009

[Red Cross]

Divertente.
La mia attuale allergia per le  relazioni mi ha trasformato in "quello che le donne devono riuscire a cambiare". E che ovviamente non ha motivo nè voglia di cambiare.
confessione di stevenorrin delle ore 09:20
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venerdì, 13 novembre 2009

[Wise friends]

Bisogna chiamare le cose con il loro nome
ma prima bisogna darsi il tempo e la possibilità di capire quale sia questo nome.

E alla fine bisogna stare sempre e solo con chi ci fa battere il cuore.
confessione di stevenorrin delle ore 16:42
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martedì, 10 novembre 2009

[Silent hills]

Troppe persone si riempiono la bocca di sciocchezze e si fanno grandi riciclando verità prese in prestito
e si beano dei complimenti ricevuti dimenticando sempre di citare le proprie fonti o il fatto che non sia esattamente tutta farina del proprio sacco.

In questi casi mi viene soltanto da star zitto.
confessione di stevenorrin delle ore 09:53
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lunedì, 09 novembre 2009

[meaningfull/meaningless]

Capita di attraversare la notte dentro un pullman dopo una giornata stancante e guardare fuori dal finestrino mentre gli altri fanno casino, la musica dentro le orecchie a coprire il rumore della vita intorno.
Capita di guardare fuori e vedere una strada deserta di campagna, una macchina solitaria, un casolare poco illuminato. E capita di pensare al significato che hanno le cose.

E capita anche di rendersi conto di essere molto fortunati a non aver bisogno di un dramma particolare per imparare ad apprezzare le cose piccole, quelle che normalmente [o forse alle persone normali] passano inosservate. E che sono quelle che, nella loro semplicità, hanno più significato, perchè non hanno bisogno di significati aggiuntivi. Un gabbiano che vola è un gabbiano che vola, non ha bisogno di essere nient'altro. E allo stesso modo un bacio, un abbraccio, un sentimento, una sensazione dovrebbero essere ciò che sono senza doverli per forza caricare di significati aggiuntivi.

Le note sono note, e la musica è musica, senza che ci sia bisogno di aggiungere per forza un testo.
Dovremmo solo lasciarci liberi di ballare.

confessione di stevenorrin delle ore 15:21
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lunedì, 02 novembre 2009

[Reset]

Oggi è decisamente un giorno particolare. Un giorno in cui ti lasci dietro tutto ciò che ha occupato mente e cuore negli ultimi mesi, per affrontare senza zavorre il nuovo viaggio. Un giorno in cui riparti ancora una volta, per diventare ancora una volta diverso da ciò che eri. E continuerai a conservare con attenzione ciò che è stato, perchè non senti il bisogno di tradire i ricordi.
Hai imparato davvero molto, ma ancora non abbastanza. Hai imparato una nuova intensità, hai imparato una nuova condivisione, hai imparato a vivere senza per forza perseguire un fine preciso e determinato in anticipo,  semplicemente seguendo ciò che senti. Hai vissuto e bruciato vita e relazioni, incontri, storie e sensazioni, senza rimorsi, e senza tradire mai te stesso.

E adesso sei pronto.
Pronto a ripartire ancora, pronto a vivere ancora. Pronto ad aspettare ciò che sarà.
Adesso sei pronto ad imparare ancora, e sei pronto a farlo tenendo a distanza tutti coloro che potrebbero solo rallentarti. Hai imparato tante cose davvero.
Hai imparato che una relazione deve migliorarti, non peggiorarti, altrimenti non ha senso alcuno.
Hai imparato che forzare le situazioni e le persone non serve mai ad altro che a inquinare le relazioni.
Hai imparato, ancora una volta, che le persone pensano con la loro testa anche quando quello che pensano è, per dirla con un eufemismo, sbagliato; e non cambia niente il fatto che sia completamente diverso da ciò che sentono.
Hai imparato, ancora una volta, l'effetto devastante che continui ad avere sulle vite degli altri, e hai imparato che non potrebbe essere altrimenti, perchè tu non potresti essere altrimenti.
Hai imparato a dare e ricevere, ma anche che farlo non deve essere fatica e sofferenza.
Hai imparato che non hai ancora imparato a non farti giocare, almeno in certe situazioni; e questa è una cosa che devi imparare presto e bene. Hai imparato che non hai ancora imparato a contare fino a dieci prima di parlare, scrivere o agire; e in certi casi avresti dovuto farlo. Hai imparato che non hai ancora imparato a pretendere di essere guardato sempre e comunque, e non solo quando lo chiedi e lo pretendi.
Hai imparato che le relazioni non sono mai facili, perchè le persone non sono mai facili, perchè le emozioni non sono mai facili; e hai imparato che sono tutte cazzate e basterebbe un pò di onestà in più per far funzionare tutto molto meglio. Hai imparato che se vuoi tutto preferisci niente piuttosto che qualcosa, qualora non lo sapessi già.
E hai imparato che hai ancora tanto da imparare, perchè nonostante quello che pensano in molti non sei affatto vicino al traguardo. E comunque ti vuoi godere il viaggio.

E stamattina, si, stamattina ho pensato di dire addio a queste pagine, dove ho scritto troppo e filtrando troppo poco; pagine in cui resta una versione di me che risulterà necessariamente differente dal me a venire. Ci sto ancora pensando, ma non ho ancora preso una decisione. Dopotutto resta tutto, comunque, parte di me.
Inizierò con il prendermi una meritata pausa.

Au revoir.
confessione di stevenorrin delle ore 18:46
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lunedì, 02 novembre 2009

[Kisses]

La prima disse che non era interessata, ma lo diventò appena mi vide distratto.

La seconda interessata non lo era stata mai, finchè non scoprì quello che poteva avere. E, una volta ottenuto, ritornò a non esserlo. Fino alla prossima volta.

La terza aveva altri interessi, ma solo quando sapeva che la stavo guardando, e non appena il mio sguardo andava altrove tornava a chiamarmi.

La quarta dice che non avrà mai alcun interesse, e sarà così finchè penserà di avere la mia attenzione.

La quinta la mia attenzione non l'ha avuta mai, perchè sapevo che ne avrebbe chiesto ancora. E nonostante questo si è ugualmente lamentata.

E prima di tutte loro una che c'era stata, e aveva chiesto, e non c'era stata più fin quando ero rimasto. E quando stavo per andare aveva chiesto di nuovo, e appena aveva avuto era di nuovo andata. E se non mi fossi sottratto potrei scrivere ancora a lungo.

E alla fine [con una sola eccezione, per via del nostro particolare rapporto] le uniche che mi guardano senza condizioni, e che si fanno guardare senza condizioni; le uniche che non giocano a rincorrersi ma si limitano a camminare con me; le uniche che fino a questo momento hanno saputo esserci, hanno dieci anni meno di loro, e dieci anni meno di me.

E allora giochiamo. Giochiamo a rincorrerci, giochiamo a fare finta di non essere interessati, giochiamo a fare finta di esserci. Giochiamo a dare e poi togliere subito dopo, giochiamo a nasconderci senza darci mai.
Giochiamo,
ma non venite a parlarmi di relazioni.
confessione di stevenorrin delle ore 14:48
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lunedì, 02 novembre 2009

[Fire]

Questo è un post che aspetta di essere scritto da un paio di giorni, perchè chi lo scrive aspettava una risposta da due giorni. E la risposta è arrivata, sotto forma di domanda. Qualunque altra domanda avrebbe avuto un senso diverso da quell'unica che invece è stata fatta.
E' come accorgersi di un bacio un attimo prima che arrivi, notando lo sguardo che passa dagli occhi alle labbra. Lo sai senza bisogno di sentirtelo dire, senza che chi sta per darti quel bacio ne sia ancora davvero cosciente.
E' come svegliarsi da un lungo sogno, e accorgersi di avere solo sognato. Resta la malinconia di ciò che è stato senza essere davvero mai accaduto. Restano le sensazioni di qualcosa che non è mai davvero esistito. Forti, struggenti, eppure effimere, che non hanno neanche lasciato una traccia nel reale quotidiano.

Mi è spesso capitato di dire, alle donne che ho incontrato lungo il mio cammino, donne che hanno passato brutti momenti, che si sono bruciate sul fuoco di questa o quella passione, di questo o quel voto, di questo o quell'uomo sbagliato, mi è spesso capitato, dicevo, di chiamarle disastri. Per un motivo o per un altro, sono disastri in quello che sono diventate, in quello che sono rimaste, in quello che hanno scelto di essere o di diventare. Sopratutto lo sono in quello che potrebbero essere e non sono ancora.

Anche io sono un disastro. Sono un disastro che attraversa la vita delle persone, costringendole a sbattere la faccia su cose che non volevano vedere, a prendere coscienza di necessità che non volevano ascoltare. Sono un disastro che brucia il dolore passato e lo sostituisce con uno più vivo e intenso eppure, forse per questo, guaribile. Sono un disastro di fuoco che brucia e purifica insieme, violento, inarrestabile, impetuoso e privo di qualsiasi logica. Lo sono stato per tante persone, e continuerò ad esserlo, perchè in fondo è questa la mia natura. E, come ogni disastro che si rispetti, io passo. Attraverso la vita delle persone per un periodo più o meno lungo, ma che può sempre essere quantificato. Un disastro non resta, un disastro non è continuo, è un episodio, un momento, un accadimento. E così sono io. Brucio, purifico, e passo.

E adesso è davvero il momento di andare. Perchè questo disastro non sa aspettare, non sa avere pazienza, non sa cosa significhi la parola attesa. Perchè questo disastro può essere fermato sulla soglia un'unica volta, e a determinate condizioni, e basta un innocente passo indietro per liberarlo da qualsiasi patto, catena o voto.
Il fuoco, dopotutto, non conosce padrone.
E questo disastro, adesso, ha un lavoro da fare. Perchè deve finire un viaggio che ha iniziato un anno fa. Deve completare un percorso che ha già portato molto di buono, ma non tutto quello che avrebbe dovuto. Deve finire il suo viaggio, e deve farlo perchè sente che è arrivato il momento per farlo. Deve bruciare sè stesso, e deve farlo fino in fondo, a qualsiasi costo. E nel farlo deve perdersi, e poi ritrovarsi, perchè è rimasto chiuso anche troppo tempo tra le mani di una persona amata. Questo disastro deve ricominciare a bruciare con l'intensità che gli è propria, deve correre libero nel mondo, perchè questo disastro non ha ancora trovato un suo posto.

Forse, un giorno, questo disastro, questo fuoco che brucia e purifica insieme, troverà qualcuno capace di non temerlo, di ardere senza farsene consumare, di lasciarlo libero pur legandolo a sè. Forse, un giorno.
Ma non oggi.

confessione di stevenorrin delle ore 01:15
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