Sanguinare.
Lento stillare di gocce nonostante le mani tentino di fermare un'emorragia che non conosce tregua. Guardare la pozza che si allarga lentamente ai tuoi piedi e non poter fare altro che emettere un'unica richiesta di aiuto.
Aspettare.
Capita che guardi un film che non era come ti aspettavi
e che è in realtà un pugno dritto nello stomaco, senza preavviso, proprio mentre stavi inspirando.
Capita che ti manca il fiato per questo, ma tutto sommato non è una cosa cattiva.
Capita che ti rendi conto di quello che ti manca - condivisione. E capita che ti rendi conto che ti manca, ma che il fatto che ti manchi non è un problema da risolvere, è solo lo stato delle cose. E come tale soggetto a mutamenti.
Capita che decidi di non forzare le situazioni per non mettere a rischio le altre persone. E invece sono loro a incasinare le situazioni, e allora forse non vale neanche la pena di preoccuparsi più di tanto.
Capita che ci metti tre settimane prima di prendere un caffè, e che magari ce ne metterai altre tre prima del prossimo. Ma che il tempo che ci è voluto, e il tempo che è durato, sono esattamente il tempo giusto.
Sarà che ottobre per me, in qualche modo, è la stagione dei nuovi inizi;
sarà che ci sono un miliardo di possibilità, ma nessuna da esplorare immediatamente;
sarà che certi legami sopravvivono anche a un bombardamento, anche se non te lo aspettavi;
sarà che vorresti essere altrove ma in fondo ti sta bene anche stare qui, dove sei tu ad essere l'altrove per qualcun altro;
sarà che hai voglia di interazioni ma non di relazioni, perciò ti sta benissimo così;
sarà,
ma ho la sensazione di stare come d'autunno sugli alberi le foglie.
In attesa di volare.
Strana sensazione.
Come se dovesse arrivare la tempesta e l'elettricità riempisse l'aria.
Come il rombo del galoppo di cavalli che senti mettendo l'orecchio a terra, molto prima che tu riesca solo a vederli.
Come il vento che diventa leggermente più freddo prima che la temperatura si abbassi di colpo.
Come lo sguardo sulle labbra un attimo prima del bacio.
Strana sensazione.
Come se stessi in attesa di qualcosa che non aspetto.
E che neanche so cosa sia.