Le circostanze rimangono le stesse [con pochi dettagli a fare una grande differenza] ma quello che è cambiato è chi queste circostanze le vive.
Un anno e mezzo fa, una vita e mezza fa, tutto questo era un enorme casino di vorrei e non posso avere, di vorrei ma non posso fare, di desiderio e passione espressa ma non consumata, almeno non nel senso comune, fisico, del termine.
Adesso? Adesso è la stessa identica cosa, compreso un finale intuito 24 ore prima di vederlo. Solo i tempi risultano dimezzati.
Eppure.
Eppure la grande differenza sta dentro.
Dentro, dove quello che è stato e che potrà forse un giorno, essere ancora non è qualcosa di doloroso e di intollerabile, non è furia cieca che cerca uno sfogo, è qualcosa d'altro. Qualcosa di caldo ma che non brucia. Qualcosa di pieno ma che non esplode. Qualcosa di bello, senza che la sua bellezza ferisca a morte la vista e il cuore. Qualcosa che è passato ed è stato sentito, per come si poteva, è stato vissuto, per come si poteva. Qualcosa che è stato accudito per come si poteva, qualcosa che è stato curato per come si poteva. E che ha curato, per come poteva.
Adesso?
Adesso si continua al passo tranquillo della mia vita. Si corre quando si deve, si vola quando si può. E no, non si aspetta, non si aspetta mai, che non c'è tempo da perdere nelle attese.
Si vive.