Confessioni di un Artista di Merda

"Bukowski sarebbe il mio eroe
se non fossi così cinico."


venerdì, 28 novembre 2008

Blowing in the wind

Le lanterne cinesi dondolano bene al vento,
mi hanno sempre fatto un effetto un pò malinconico;
specialmente nelle sere fredde come questa, anche se torno da un posto caldo e accogliente.

Anche i pensieri dondolano al vento mentre sento di muovermi al giusto ritmo, nè troppo lento nè troppo veloce; il ritmo delle cose che succedono quando devono succedere, senza sforzi e senza forzature.

La non-necessità di gestire situazioni e persone lascia tanto spazio libero a tutto il resto,
compreso un incontro che non si riesce a fare [Lolita, ti ho forse persa mentre attraversavi il fiume Mekong indossando un cappello da uomo?].
Nessuna preoccupazione particolare, nessuna scadenza imminentemente preoccupante, nessuna domanda urgente cui trovare risposta o comportamento cui dare senso e significato.

Semplicemente si dondola al vento
gentilmente
come una lanterna cinese.

confessione di stevenorrin delle ore 00:56
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martedì, 25 novembre 2008

Sometimes

Credo mi sia successo solo una volta di conoscere una ragazza che mi sia piaciuta talmente tanto [solo fisicamente, senza conoscerla affatto] da cercare di incontrarla nuovamente entro il minor tempo possibile. Evidentemente a livello estetico ho dei gusti particolarmente difficili.

Passando ad altro ieri sera ero completamente sudato a tirare pugni e calci in allenamento
e stamattina mi è stato chiesto di intervenire durante un convegno senza che avessi preparato niente.
I presenti sostengono che l'intervento sia stato sensato ed efficace
io sostengo che la mia proverbiale faccia di bronzo ha fatto anche questa volta il suo dovere.

Un'ultima nota - quando conosco una donna potenzialmente interessante continuo a dimenticare di chiederle il numero. Spesso all'incontro successivo, se l'interesse è reciproco, mi viene domandato perchè non l'ho chiesto. Di solito mi limito a rispondere con un sorriso.

confessione di stevenorrin delle ore 23:35
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domenica, 23 novembre 2008

A step behind

Io quel film di animazione avrei dovuto vederlo con una persona, tre anni fa. Con una persona che mi ha fatto leggere Pennac e Benni; e nel mezzo anche un libro di Stephen King. Una persona strana per molti versi, una persona speciale per altri, quelli importanti. Una persona che ad un certo punto ha scelto di sparire; ed io d'altra parte non sono uno che cerca ad oltranza, tutt'altro. Chissà che cosa le è successo, cosa ne è stato della sua vita. Chissà se è riuscita a fare pace con quel suo sentirsi fuori posto o magari si è dovuta arrendere e adeguare alle abitudini di un tempo che non sentiva suo. Chissà se finalmente ha trovato la persona giusta con cui perdersi o si è solo accontentata di una approssimazione. Io spero che stia bene; che sia felice quanto è possibile esserlo in un mondo imperfetto. Spero che sia serena, che abbia trovato il suo posto o la forza per conquistarselo.
E anche se alla fine questo film, con tre anni di ritardo, l'ho visto da solo, al momento dei titoli di coda, quando un abbraccio ci sarebbe stato più che bene, è a lei che è andato il mio pensiero.

confessione di stevenorrin delle ore 23:49
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domenica, 23 novembre 2008

And so

Singolare come il bisogno di scrivere non sempre corrisponda con il riuscire a farlo. Eppure succede. Come succede di voltarsi un attimo indietro e accorgersi di avere fatto un sacco di strada; ma solo per voltarsi di nuovo avanti e vedere quanta ne manca ancora...
Almeno mi sono stancato di cercare qualcuno che cammini al mio stesso passo; semplicemente mi arrendo all'evidenza che non c'è e passo ad occuparmi di altro. Dopotutto devo ancora trovare una fonte di guadagno stabile [anzi, se avete offerte da fare io sono a disposizione, militesente e automunito]; devo occuparmi di colmare alcune lacune accademiche; devo completare qualche progetto che aspetta da troppo tempo e magari farne partire qualcuno nuovo, adesso che ho le idee più chiare sul come portarlo a termine.
Insomma, qui tutto si muove restando perfettamente immobile. Alla faccia di Galileo, Copernico e quel bastardo di Tomasi di Lampedusa.

Piccola nota a margine - mi sono fatto convincere ad aprire un profilo su facebook. Fino ad ora è servito a ritrovare qualche vecchia compagna di medie e liceo. Certo sarebbe di sicuro più gradito se fossero quelle che mi piacerebbe rivedere...

confessione di stevenorrin delle ore 01:24
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giovedì, 20 novembre 2008

MEMORANDUM

Quanto tempo.
Sembra quasi di tornare a casa dopo un lungo viaggio, carichi di ricordi e nuove esperienze. Sembra quasi di aprire la porta di una dimora rimasta a lungo silenziosa, di accendere di nuovo la luce dentro le stanze che odorano di chiuso. Sono passato più volte a controllare la posta che si accumulava, neanche troppo numerosa, perchè da queste parti se non ci sei non esisti; se non cerchi qualcuno difficilmente vieni cercato; se non parli nessuno ti fa domande. Beh, quasi, per dirla tutta.
Ho anche sbirciato dalla finestra per guardare che fosse tutto a posto ma nessuno ha cercato di forzare la mia amata dimora. C'è ancora la stessa colonna sonora di quando sono partito, mio malgrado. Puzza di amaro, esattamente come quando l'ho scelta la prima volta. Puzza di acido, di rimpianto e di rabbia malcelata. Fa ancora il suo dovere. Come le altre che ho lasciato qui.
E rientrando, dopo aver chiuso la porta, la prima cosa che faccio è riaccendere la musica. Sentire ancora una volta i pezzi che ho usato come inizio o come termine di ciò che scrivevo. I pezzi che ho scelto di marchiare e che non potrò mai più ascoltare senza che mi portino alla mente un ricordo.

Sembra quasi di tornare a casa dopo un lungo viaggio ma io non sto tornando. Il mio computer, quello che ho usato per scrivere in questi mesi, è ancora inservibile, in attesa di scoprire se potrà ancora essere utile o verrà definitivamente declassato a spazzatura. Ed io sono qui a chiedermi se riaprire ancora una volta il contatto con questo mondo oppure demolire una volta per tutte la mia dimora. Perchè mi sono scoperto troppo questa volta. Ci sono stati troppi occhi indiscreti, troppe rivelazioni inuti. Non mi sono nascosto abbastanza tra le righe di ciò che scrivevo, inseguendo una chiarezza che avrei dovuto cercare altrove.

E che forse finalmente inizio a trovare. Fuori da qui, dove le persone sono fatte di carne e sangue oltre che di sensazioni elettroniche; fuori, dove avrei sempre dovuto cercare ma dove è molto più difficile trovare. Fuori dove ci vuole il vero coraggio per dire ti amo ma anche per dire addio sapendo che non stai spegnendo un computer ma una relazione. Fuori dove ci vuole coraggio anche semplicemente ad essere sè stessi e rimanere in piedi davanti alla massa di idee che vogliono convincerti che stai sbagliando. Fuori dove è fottutamente difficile anche solo dimostrare di avere il diritto di esistere.
Per adesso resta tutto com'è. Resta questa pagina elettronica ormai vecchia di un anno e qualcosa, restano le mie foto e la mia musica, restano i ricordi di ciò che è successo e che ha lasciato traccia di sè. Resta la traccia di ciò che sono stato e che forse, finalmente, non sono più. Resta un posto dove continuare a lasciare quello che non voglio portare con me fuori da qui.

E fuori di qui ci sono io. Con le idee più chiare, con le amicizie che ho voluto tenere, con le passioni che ho scoperto o ritrovato. Con le lezioni che ho imparato da quando ho smesso di giocare con le persone. Con la serenità che viene da una solitudine scelta per metà ma ugualmente benvenuta. Con la consapevolezza che davvero tutto è possibile se lo vogliamo. Ma il difficile è volerlo abbastanza.

confessione di stevenorrin delle ore 22:41
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