Confessioni di un Artista di Merda

"Bukowski sarebbe il mio eroe
se non fossi così cinico."


domenica, 27 luglio 2008

Hat[s]

Questa deve essere la prima volta che scrivo direttamente a qualcuno sapendo che, prima o poi, mi leggerà.
Ma il punto è che quando l'ho conosciuta, diversi mesi fa, l'avevo incontrata tra le pagine di un libro che leggo sempre volentieri e ho usato l'incipit di quel romanzo per scriverle in privato.
Adesso, dopo due incontri e mezzo e una discussione, la ritrovo nella descrizione di una quindicenne che indossa un vestito di seta chiaro e un cappelo da uomo di feltro rosa con un nastro nero, mentre attraversa il fiume Mekong.

E così ho pensato a te, che nelle foto indossi un cappello.

confessione di stevenorrin delle ore 10:39
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sabato, 19 luglio 2008

Images

Una sera come altre, con l'effetto speciale dell'incrocio con una compagna di liceo, quella che ti piaceva l'ultimo anno e con la quale non ci hai mai provato [neanche a dirlo]. E come sempre un incrocio con chi pensa che il tempo non passi, anche se di tempo ne è passato davvero parecchio.
E così il pensiero vola dove non dovrebbe, in una direzione che detesti prendere ma che molto spesso ti trovi a percorrere. Un pensiero capace di fare a pezzi le situazioni per analizzarle a brandelli, una direzione che porta sempre allo stesso punto d'arrivo.
Un pensiero che pesa il valore di tutto ciò che c'è e di tutto ciò che manca e che immancabilmente fa tornare i conti nel più spietato dei modi, facendo il punto di ciò che è assolutamente necessario e ciò che è superfluo o eliminabile. E le persone lo sono. Cibo, acqua, aria - il minimo per sopravvivere. E queste cose non ci vuole poi tantissimo a procurarsele, anche se in cinquemila anni di storia siamo ancora alla teoria che bisogna guadagnarsi da vivere, come tutti gli altri animali, alla faccia della presunta evoluzione. Il resto dicono che serva. Calore, compagnia, sesso, tutte cose che servono a star bene. Ma di cui si può fare a meno con la dovuta motivazione. Oppure si può semplicemente prendere ciò che c'è, quando c'è, finche dura. Mettere da parte è impossibile, non esistono scorte di questi beni troppo deperibili. Ma dopotutto non è troppo difficile neanche procurarseli.
Ed ecco che chiunque diventa sostituibile e sacrificabile in caso di problemi. Chiunque diventa superfluo, nessuno è indispensabile. Basta avere la forza di dire "il prossimo"...
E lo stesso vale per tutto il resto. Macchina, casa, abiti, oggetti. Qualsiasi cosa non sia strettamente necessaria per sopravvivere può essere sacrificata, e niente è indispensabile per sopravvivere. E così ogni tipo di lavoro è lecito se procura abbastanza denaro per andare avanti. L'importante è proteggersi, sempre e comunque, schivare i colpi troppo forti e parare quelli che si possono assorbire. E ogni tanto restituirne qualcuno, se è possibile e ne vale la pena.

Resta la questione dello scopo. Perchè? A che dovrebbe servire tutto questo sbattersi, questo andare avanti nonostante tutto e tutti? A che dovrebbe servire ogni singola esistenza? La risposta semplice è che serviamo a fare andare avanti la specie. La risposta complicata, se esiste, non la conosci.

confessione di stevenorrin delle ore 01:42
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martedì, 15 luglio 2008

Non è possibile cancellare una persona dalla propria vita
ma si può raggiungere una sufficiente approssimazione.
confessione di stevenorrin delle ore 19:43
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giovedì, 10 luglio 2008

Somewhere [definitely under the rainbow]

Ogni tanto dimentico e allora mi chiedo "chissà se". Ma poi ricordo e mi accorgo che non ho più bisogno di domandarmi niente.
Qui fa caldo. C'è un sacco di gente che va a mare, gente che la guardi e non ti viene poi tanta voglia di farci amicizia. Non a me comunque. Almeno ogni tanto c'è qualcosa di esteticamente piacevole da vedere. E poi c'è il mare, anche se fino ad oggi sono solo due volte. Ogni volta c'è un imprevisto o un impegno, possibilmente burocratico, e rimango a casa; così non sono neanche tanto abbronzato anche se tutto sommato non sto lavorando più di tanto. Solo che mi scoccia andare a mare da solo. Non ancora. Magari ad agosto, quando la gente si sarà spostata altrove, possibilmente all'estero. Allora mi potrò anche permettere di svegliarmi presto ed essere a mare di primo mattino, quando l'aria è ancora fresca e l'acqua è quasi immobile. E potrò permettermi di andarmene a metà mattinata, quando la gente normale arriva.
E poi ci sono i piedi rovinati dal parquet. Che posso farci, non ci sono abituato. Però mentre combatto il dolore non lo sento. Sono troppo preso dal tentativo di non prenderle. E ogni tanto ci riesco, anche. E mi diverto, anche se non mi aspettavo che sarebbe stato così divertente. Comunque in qualche giorno passa tutto. E si riapre tutto al prossimo allenamento. Almeno finché non ci farò, letteralmente, il callo.

E in tutto questo per adesso la cosa che mi manca particolarmente delle donne è il sesso, compreso quello virtuale - che però resta comunque una seconda scelta. E anche la seduzione, lo ammetto. Ma sono ancora convinto che non ne valga la pena, e finora non ho incontrato nessuna che mi abbia fatto cambiare idea.

Si va avanti così, in maniera tranquilla e serena.
Forse soltanto un pò vuota, ma potrebbe essere peggio.
Potrebbe piovere.

confessione di stevenorrin delle ore 14:44
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domenica, 06 luglio 2008

Fragile

Possiamo anche essere arrivati sulla luna
ma gli essere umani continuano ad essere davvero troppo fragili.
confessione di stevenorrin delle ore 22:17
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