Confessioni c'è scritto, e confessioni siano.
Perciò confesso
di avere pianto quando ho capito che non avrei mai avuto la donna che avrei voluto accanto;
di aver molto raramente fatto male senza volere, piuttosto ho sempre colpito dove e quando ho voluto, e ho fatto male quando avevo deciso di farlo;
confesso di aver fatto cattivi pensieri su molte delle donne che ho conosciuto, compresa qualcuna sulla quale non avrei dovuto farli;
confesso che una scopata e non farsi sentire per un pò è un ottimo modo per chiudere le relazioni
ma confesso che mi sembra pazzesco che una donna pensi che mi interessi solo quello se prima di farla sono passati quattro anni;
confesso di continuare a fare certi errori e non avere la minima intenzione di correggermi;
di detestare la gente in generale e alcune persone in particolare;
confesso di non sopportare di essere messo da parte o di sentirmi scartato;
che non amo arrivare secondo se non con l'onore delle armi;
che di solito l'unico team in cui riesco a lavorare bene è un team che guido io;
confesso che detesto la fase di decollo, detesto dipendere dalle decisioni altrui e detesto gli obblighi anche quando me li sono andati a cercare.
Confesso di essere presuntuoso ma solo quando si parla di intelligenza;
di essere fottutamente timido se non ho qualcosa di sensato da dire;
di amare la sensazione che hai quando stai su un palco e sotto è pieno di gente che aspetta te;
confesso di odiare le ingiustizie, tutte, senza esclusione alcuna
ma di non avere abbastanza fiducia nell'umanità per credere che ci sia rimedio alla bassezza dell'umanità stessa.
Confesso di essere cinico solo perchè mi conviene
e di essere talmente bravo a raccontare bugie che tutto quello che ho detto potrebbe tranquillamente esserlo.
Probabilmente chi pensa di conoscermi bene sorriderà
ma arrivi a un punto in cui ti chiedi "ma chi me lo fa fare?" e la risposta non la trovi più. Perciò la soluzione è che non lo fai.
Così mentre rientravo dalla mia settimana di studi romani [dopo aver conosciuto due splendide donne, peraltro] mi sono tornate in mente tutte le storie sballate attraverso le quali sono passato in questi trent'anni. Che si dividono in quelle in cui mi si sarebbe voluto amare ma per qualche motivo non lo si faceva e quelle in cui mi si è amato ma ero io a non ricambiare. La cosa divertente è che non mi è mai capitato di sentirmi dire "con te sto male". E mi sono anche ricordato di tutte le volte che ho dovuto valutare, soppesare, tradurre, convincere, chiarire, eccetera, eccetera, eccetera. Una fatica immane di solito con esiti appena sufficienti quando non apertamente catastrofici.
Comunque la morale della favola è che è sempre mancato qualcosa, qualche piccolo particolare insignificante che comprometteva tutto il resto. Beh, tranne una volta forse.
La soluzione perciò è che mi sono rotto delle donne in genere e di alcune in particolare. Perciò continuerò ad apprezzarne le virtù estetiche [un corpo femminile è mediamente più armonioso nelle forme di uno maschile, senza neanche dovere andare agli eccessi] e in qualche caso anche quelle personali ma non mi chiederò più se sia possibile qualcosa che vada oltre un piacevole dialogo.
Niente mesi sabatici stavolta, penso che non cambierò idea tanto facilmente.
Contestualmente mi si semplifica parecchio anche tutto il resto. Perchè se non devi cercare e non aspetti Godot ti puoi tranquillamente dedicare ad altro, e magari godertelo di più.
Almeno così si spera.
Sono vivo, sono tornato e sto pensando.
E anche lavorando, perciò non ho molto tempo per scrivere.
Così, nel caso interessasse a qualcuno.
Si sa mai dove arriva la perversione umana...
Perfetto.
Il mio corso romano slitta di un giorno, con nessun giorno di preavviso. Questo mi lascia con la giornata di domani interamente libera... Chi fosse libero e desideroso di fare due chiacchiere con il sottoscritto si faccia vivo immediatamente, altrimenti per una volta farò il turista.
Inutile dire quale sia il mio umore in questo momento.
E così è arrivato il momento di salutare definitivamente l'ipotesi londinese e prepararsi per la trasferta romana di lunedì. A conti fatti mi rimane una sera libera e ritagli di tempo post corso. Più una mattina che impiegherò per raccogliere armi e bagagli e spedirmi all'aeroporto.
Strano andare a Roma e stare in un b&b, strano andare a Roma e fermarsi così poco. Strano andare a Roma e, verosimilmente, non incontrare nessuna delle mie conoscenze.
E intanto tutto il resto fila liscio e senza particolari scossoni, mentre ho la tragica sensazione di avere dimenticato qualche scadenza o qualche impegno...
In teoria adesso dovrei dormire.
Invece mentre tornavo a casa, dopo una sera piacevole, avevo voglia di cambiare strada. Di andare altrove, dove un tempo viveva una persona. Davanti al mare, ma senza vederlo. Solo sentirlo oltre la strada, intuirlo alcuni metri più sotto, sentirne la presenza ma non vederne la forma.
Mi sarei fermato li, probabilmente in macchina, probabilmente con il finestro abbassato e la musica non troppo forte, non abbastanza da coprire i pensieri. E se fumassi avrei fumato. Sarebbe stato un buon momento per iniziare probabilmente.
Avrei pensato a tutti i piccoli dettagli sbagliati, a quelli che invece sono sorprendentemente perfetti. A tutte le coincidenze e le mancate coincidenze. Agli incontri da un secondo. Alle volte che mi sono chiesto chi avevo davanti e non ho avuto la possibilità di trovare la risposta.
E anche a questo secondo me, così malinconico senza essere triste. Questo che vede il nero ma non il motivo per preoccuparsene. Questo che pensa che il mondo sia fatto di persone e non di individui. Di gente. E la gente non gli piace poi molto, preferisce farne a meno.
A questo che potrebbe sopravvivere a qualsiasi disastro perchè alla fine è istinto e testardagine.
E se mentre facevo questi pensieri avessi incontrato qualcuno sarebbe stato probabilmente qualcuno da conoscere, qualcuno capitato così per caso da voler dire qualcosa.
E invece alla fine sono tornato a casa. Non ho incontrato nessuno a parte qualche passante, qualche automobilista che mi ha degnato di uno sguardo solo perchè stasera non fa abbastanza caldo da andare in giro senza maniche.
E adesso me ne vado a letto. Mentre un pezzo di me è ancora davanti al mare, a non fumare una sigaretta. E a pensare.
Sole, acqua salata, sabbia purtroppo.
E adesso il difficile sarà trovare qualcuno disponibile tutte le volte che potrò io, perchè la mia compagnia abituale quest'estate lavora a singhiozzo e sarà quasi impossibile coordinarsi.
Oppure mi dovrò arrendere e godermi il mare in solitaria. Ma preferirei condividerlo e godermi anche qualche chiacchiera piacevole.
Peccato manchino i candidati...
Direi che si, il problema non è mai amare o meno qualcuno. Il problema è amare o meno nonstante pregi e difetti. Il problema alla fine non è chiedersi "la amo?" ma "la amo nonostante questo?". Chiedersi se si è capaci di amare qualcuno anche sapendo che non sarà mai esattamente la persona che vorremmo fosse, così come noi non saremo mai esattamente la persona che lei vorrebbe fossimo. E anche se è facile dire di si dopo il primo mese, dopo quella lunga luna di miele durante la quale tutto è semplice e perfetto, poi diventa sempre più difficile, diventa impossibile non vedere i punti in cui la carta da parati è leggermente scollata, le crepe sottili dell'intonaco, le ante dell'armadio che non chiudono in maniera perfetta, il rubinetto che perde.
E allora ci sono solo due cose da fare. O si resta accettando il fatto che la casa non sia perfetta oppure si esce e si cerca un'altra casa, esente da difetti oppure più semplicemente migliore di quella che stiamo lasciando.
La fregatura è quando hai trovato il posto che cercavi, lo riconosci a naso, ti ci muovi dentro come se ci fossi sempre stato, ti trovi a sorridere delle mille imperfezioni che ti vedi intorno pensando che nessuna di queste sia veramente importante. E poi all'improvviso ti trovi in un posto diverso, un posto che non ti appartiene e al quale non appartieni. E ti chiedi come cavolo hai fatto a lasciare che le cose ti cambiassero intorno.
Sembra che nella mia vita non ci sia spazio per la stabilità. Ogni volta che trovo un equilibrio arriva qualcosa [o più spesso qualcuno] a rimettere tutto in dubbio; qualcosa o qualcuno capace di dare un calcio ai piatti della bilancia così faticosamente allineati. Bisognerà che ci faccia l'abitudine.
In ogni caso è assurdo come talvolta le cose che permetterebbero di ricominciare una relazione con una persona possano essere le stesse che impediscono di farlo.