Confessioni di un Artista di Merda

"Bukowski sarebbe il mio eroe
se non fossi così cinico."


sabato, 31 maggio 2008

A total eclipse of the heart

Oggi, per certi versi, è una buona giornata. Perchè ho concluso nei tempi un lavoro importante. Perchè mi sono meritato un giorno di riposo. Perchè certe risposte sono venute da sole. E perchè dopo aver incassato il primo guadagno della mia vita ho deciso di seguire un buon consiglio e ho speso un pò di soldi per qualcosa che volevo da tempo. E così ho fatto un regalo a mia madre, senza che sia natale o il suo compleanno. E ho più o meno diviso con mio fratello, perchè non sarebbe stato carino farlo da solo anche se l'idea era mia.
E adesso sono davanti al mio computer, a scrivere di questa cosa, mentre penso ad una persona che alle volte vorrei davvero amare. Specialmente adesso. E penso che quando sarà il momento le starò più vicino che posso, perchè è così che si dovrebbe fare con le persone alle quali si vuole bene.
E penso che per una volta, dopo dieci anni, non ci sono donne da lasciare, da inseguire o da conquistare. E penso che anche se avrei voglia di divertirmi senza troppi pensieri va bene così. E penso che anche se ogni tanto mi piacerebbe che ci fosse ancora qualcuno a riscaldare la notte posso sopravvivere. Anche a questa canzone che non sentivo da un secolo e che mi scava dentro una voragine.
E penso che questa canzone la dedicherò a qualcuno che non c'è ancora, a qualcuno che deve avere trovato talmente tanto traffico da non essere ancora riuscita a raggiungermi.

confessione di stevenorrin delle ore 22:58
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giovedì, 29 maggio 2008

Once upon a sin

C'era un concerto, uno molto speciale, in un posto molto speciale. Un invito inatteso in qualità di terzo incomodo. Chiacchiere e note, il biglietto offerto da chi mi aveva invitato. E poi la fame, un panino insieme, una birra, ancora chiacchiere. Il racconto di mesi sconosciuti, pezzi di vita altrui accolti con piacere, buoni o cattivi che fossero. Torni a casa? Si, devo scaricare alcuni pacchi. Vuoi una mano?
La casa è sul mare, solo la strada a dividerla dalla scogliera e poi da quel blu che di notte puoi sentire ma non vedere, quel blu che puoi respirare se solo fai un attimo di attenzione. Un bicchiere di vino, parole. Distanze che si accorciano, una confessione inattesa. Sdraiato su un letto che non conosco con una persona che non ho mai conosciuto. E poi contatto di labbra, contatto di corpi, sempre più stretto, sempre più pelle e meno indumenti. Percorrere la superficie di un corpo appena scoperto, sentirne le imperfezioni sotto le dita, le forme leggermente abbondanti; sentirne il desiderio, appena mitigato dal pensiero che non si dovrebbe, che non potrei. Troppo tardi per fermare qualcosa iniziato molto prima di quanto pensassimo, inutile negare un'attrazione reciproca neanche sospettata prima. I pensieri avranno spazio il giorno dopo, insieme alle domande e forse ai sensi di colpa. Ma stanotte no, stanotte è il momento di vivere ed accettare un dono inatteso, un incontro fortuito che, ancora non lo so, si ripeterà diverse volte nel corso di un anno intero prima di perdersi per sempre, ben più stabile di una relazione che troverà presto la sua conclusione. Stanotte no, stanotte è il momento di assaggiare per la prima volta un sapore sconosciuto, di imparare il suo particolare modo di fare l'amore, di scoprire ciò che le strappa un sorriso e ciò che le strappa un gemito. E dopo, stanchi e appagati, dormire insieme mentre dovrei essere altrove.

confessione di stevenorrin delle ore 08:02
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mercoledì, 28 maggio 2008

Hunger

Ho fame.
Fame di labbra socchiuse, di gambe lunghe e lisce. Fame di un collo scoperto, fame di un ventre appena conosciuto. Fame di un sedere sodo, di una schiena nuda in attesa, fame di mani, di dita, di polsi e caviglie. Fame di sguardi maliziosi, di parole sussurrate senza pensare, fame di seni e capezzoli turgidi, fame di lingue, di orecchie, di teste tirate indietro a scoprire la parte vulnerabile sotto il mento.
Ho fame di un corpo fremente di desiderio, fame di sospiri e ansimi e grida, fame della vista di un corpo ancora ignoto che si scopre poco alla volta.
Ho fame di possesso e fame di abbandono, fame di conquista e fame di incontro. Ho fame di pelle e di carne e di umori e di suoni.
Ho fame di piacere da prendere e da dare, fame di corpi avvinghiati nell'amplesso e abbandonati nella calma sudata che ne segue.
Ho fame.
confessione di stevenorrin delle ore 11:57
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martedì, 27 maggio 2008

Absences

MI fermo a pensare, per un attimo, e mi guardo indietro.
E ritrovo una relazione che molti definirebbero perfetta, fatta di passione, affetto, complicità, risate e tenerezza. E posso vedere come sia iniziata, per caso, con un incontro fortuito. E posso vedere come sia andata avanti, come sia stata una fonte di felicità per tanto, tantissimo tempo. Probabilmente la sola persona che io abbia mai veramente amato fino in fondo.
E posso vedere le ultime battute di questa stessa relazione, vedere come la superficie fosse la stessa ma il contenuto fosse mancante, perso per strada tra un problema economico e una discussione sui possibili rimedi. Posso vedere come il centro della relazione si sia spostato poco alla volta da "noi" a "lei", posso vedere come poco alla volta mi sia allontanato e abbia iniziato a cercare altrove le sensazioni positive e l'interesse che mi hanno permesso di andare avanti ancora un pò.
E rileggendo gli ultimi messaggi, quando ormai era ufficialmente tutto finito, mi rendo conto di come sia stata la decisione giusta, di come non avrei potuto continuare senza forze e senza più sapere niente di me, troppo concentrato sul benessere di un'altra persona per accorgermi che il mio iniziava a scricchiolare pericolosamente.
E le sue ultime parole, quel chiedermi di non cercarla mai più, adesso pesano come macigni. Adesso che sono sereno, che la mia storia inizia a darmi qualche risposta sensata; adesso che è ancora un momento di attesa ma alcune cose iniziano finalmente a succedere e non soltanto ad essere teorizzate. Adesso che potrei fermarmi e cercarla ancora una volta per scoprire se anche lei è tornata quella che era prima mi accorgo che non sarebbe giusto farlo.
E non ci sono colpe da assegnare, solo la malinconia per qualcosa di speciale che adesso non c'è più, solo la nostaglia di una persona che spero stia bene, che spero sia serena e che vorrei trovasse finalmente una stabilità. E forse l'ha già trovata e sono solo io a domandarmelo. Forse c'è già qualcuno dove prima ero io. Questo sinceramente preferisco non saperlo.
Restano i ricordi; molti, e tutti felici. Quello che abbiamo condiviso, quello che abbiamo vissuto, quello che abbiamo superato finché ci siamo riusciti. Resta una bella storia che sembrava quasi una favola, resta un sorriso ogni volta che ripenso a noi. Un sorriso malinconico ma non triste.

Io non ti cercherò, non più.
E se davvero così deve essere ci incontreremo ancora, per caso, proprio come successe la prima volta.
confessione di stevenorrin delle ore 08:57
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sabato, 24 maggio 2008

Lightning[s]

Sembra che sarà presto tempo di fulmini, posso annusarne l'elettricità nell'aria.
Sembra che sia il momento di farsi attraversare, di non provare nemmeno a schivare, e pazienza per le possibili vittime innocenti.
Sembra che sarà presto tempo di uragani, di tempeste, di vento e pioggia; tempo di provocarle, se non arrivano da sole.
Sembra che ancora una volta sia il momento di mettersi in movimento, di creare qualcosa di nuovo, di cercare stimoli, storie, contatti, tutto ciò che possa nutrire una fame insaziabile come la mia.
Sembra che sia il momento di impegnarsi per intero in qualcosa invece di seguire la legge del minimo sforzo. Sembra che sia il momento di andare avanti ancora di un passo, di proseguire il cammino dopo una pausa che adesso è diventata inutile e superflua.
Sembra che sia ancora il momento di adeguarsi a ciò che sarò, di rimettersi a correre senza preoccuparsi di chi sarà in grado di tenere il passo.

Sarà presto tempo di fulmini,
ed io non vedo l'ora che il momento arrivi.

confessione di stevenorrin delle ore 22:49
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venerdì, 23 maggio 2008

Words

Ci sono momenti in cui si riescono a dire solo le cose più banali, e quelle davvero importanti restano appese sulla punta della lingua, incapaci di spiccare quel balzo nel vuoto che permetterebbe di comunicare.
Ci sono momenti in cui si possono ascoltare solo storie senza storia, discussioni vuote e retorica da due soldi, perchè il resto non troverebbe spazio per essere contenuto.
Ci sono momenti in cui si gira a caccia di qualcuno che sappia dirci meglio di come riusciamo noi, momenti in cui cercare suoni e frasi che entrino in risonanza fino a rompere l'involucro e farne fuoriuscire il contenuto.
Ci sono momenti in cui ci si rende conto di quanto la parola sia solo l'ennesimo strumento imperfetto inventato dall'uomo per facilitare la sua vita, di quanto le parole siano inadatte ad esprimere l'inesprimibile e a descrivere ciò che non ha forma e sostanza, ciò che non è più e non è ancora.
Non ci sono parole per dire il divenire, bisogna arrendersi e attendere che assuma una forma concreta.

Ed io è così che sono adesso, un divenire.
Perciò perdonatemi se non trovo le parole per dirlo.

confessione di stevenorrin delle ore 13:12
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mercoledì, 21 maggio 2008

Slices

Per qualcuna sono stati i miei occhi, il mio sorriso, le mie labbra.
Per qualcuna sono state le mie mani o il mio sedere.
Per qualcuna sono state le mie spalle larghe o la mia vita stretta.
Per qualcuna è stata la mia pelle liscia, le mie labbra morbide, il mio odore.
Per qualcuna sono state le mie parole, prima di tutto, il mio sguardo mentre ascoltavo, la luce nei miei occhi quando parlavo delle mie passioni.
Ognuna ha preso qualcosa, ognuna ha dato qualcosa.
Ed è grazie a tutto ciò che sono ciò che sono.

Ovvero questo tipo strano dallo sguardo cupo finché non sorride.

Myself

[Fine di cinque anni di onorato anonimato. Ma quando arriva il momento sarebbe stupido tirarsi indietro]

confessione di stevenorrin delle ore 13:05
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mercoledì, 21 maggio 2008

[...]

Io davvero no, non vorrei essere qui adesso, a scrivere davanti alla luce bianca di un monitor.
Non dovevo neanche essere qui, dovevo essere altrove, davanti ad un palco, oppure davanti ad una scacchiera con una donna davanti [e forse con la prospettiva di mangiare due regine].

Invece va così stasera, va che mi connetto per controllare la posta e finisco per scrivere quello che mi passa per la testa senza filtrare troppo.
Va che penso al tempo che passa nonostante noi, che passa quando vogliamo e anche quando non. Penso al tempo che è già passato, che ha cambiato noi e le persone che ci stavano intorno. Penso a quante ne ho perse e quante ne ho trovate e quante ne troverò. Penso alla richiesta scritta per la prossima donna, una richiesta precisa perchè ultimamente c'è sempre stato qualche particolare a fregarmi.
E penso alla strana condizione di essere completamente libero, libero di e libero da, dopo un secolo, credo, dall'ultima volta. Saranno forse dieci anni che non mi trovo assolutamente sgombro, assolutamente libero da legami che possano somigliare ad una relazione sentimentale. Assolutamente sereno nel mio essere autosufficientemente solo, compiaciuto dei passi fatti sul piano professionale, assolutamente certo di aver appena iniziato a esplorare le mie possibilità. Assolutamente sereno nell'avere imparato a gestire situazioni scomode, ad avere imparato sopratutto che le cose importanti nella vita non sono quelle che ti vendono come tali. E sereno anche nel guardarmi dietro le spalle e scoprire che qualche passo l'ho fatto anche sulla complicata strada per diventare un uomo.

E così mi appresto ad andare a dormire, mentre altrove una persona speciale oggi ha un motivo in più per essere fiera, ed io di lei. Mentre una persona torna con la mente ad un anno fa, e ci trova diversi e in qualche modo migliori; ma non sono sicuro di nessuna delle due cose. Mentre due persone non ho idea di cosa facciano, ma mi auguro che stiano bene, che siano serene, perchè ho perso o rinunciato al diritto di chiederlo. Mentre tante altre persone chissà che fanno e con chi sono, e mi prendo un attimo per dedicare loro un pensiero; a tutte le persone alle quali ho voluto e voglio bene anche se non ho idea di dove siano finite. Perchè una cosa che non ho mai imparato è smettere di voler bene. Purtroppo e per fortuna, come sempre.

E adesso me ne vado a dormire. E così faranno le persone che ho conosciuto, quelle che conosco, e quelle che conoscerò domani, e che ancora non so neanche immaginare.

confessione di stevenorrin delle ore 00:18
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lunedì, 19 maggio 2008

Traiettorie

And so,
tornato alla base con cinque ore di ritardo sul volo...
Che dire del weekend veneziano? Tante cose, molte delle quali francamente private, perciò appunto ve ne priverò.

Posso però dirvi che è stato bello. Emozionante confrontarsi con tante belle teste e vederle attaccate a tante belle persone, emozionante intervenire come relatore per la primissima volta e scoprire che è divertente; emozionante condividere pensieri con persone fisicamente tanto lontane e scoprirle assolutamente vicine.
Bello girare per Venezia di giorno, cercando l'indirizzo giusto; bello girare per Venezia di notte in piacevole compagnia di piacevoli persone.
Divertente fare da navigatore a chi sul navigatore ha fatto troppo affidamento.

Strano trovarsi in stanza alla nove di sera, da solo, e chiedersi se Londra sarebbe così. E sentirsi sereno anche in caso di risposta positiva.
Strano vedere le proprie foto in giro per i blog dopo cinque anni di onorato anonimato. Si vede che è ora di sbugiardarsi pubblicamente.
Strano chiedersi se chiamare le persone con il loro nome oppure con il loro nick, e decidere che alla fine non importa poi molto.

E poi pensieri, parole condivise, sensazioni piacevoli e non. Domande senza risposta, bevute in compagnia, sentirsi stranamente parte di un gruppo che perlopiù è costituito da persone che vivono a diverse migliaia di chilometri di distanza l'uno dall'altro. Eppure.

E tanto, davvero tanto altro.
Compresa una tentazione troppo ghiotta per tirarsi indietro.

Il resto, un poco alla volta.

confessione di stevenorrin delle ore 16:03
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venerdì, 16 maggio 2008

Venice

Quasi pronto per la partenza.
Se mi cercate, domani sarò al convegno di cui si parla anche nella homepage di Splinder.
Se non mi cercate tanto meglio...
confessione di stevenorrin delle ore 10:31
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