Esterno notte, lungomare.
Parole, risate, sfiorarsi ogni tanto, passeggiare per un attimo, salutarsi dopo quattro ore.
Non avrei mai pensato che sarebbe bastato chiedere.
In genere iniziano le parole
e poi segue il corpo e tutto il resto.
Per una volta mi piacerebbe che succedesse in ordine inverso.
Lentamente si avanza,
un passo alla volta,
verso una meta ancora ignota ma capace di chiamarmi con forza.
Le scelte importanti sono già state fatte e adesso non resta che attendere,
facilitare le possibilità,
e migliorare per quanto è possibile.
E vivere, certo, che comunque non è mai così facile.
[intanto ho debellato un principio di influenza con la prima ora di palestra, un buon inizio di settimana non c'è che dire]
L'ennesimo concerto dalla parte sbagliata del palco
con un ruolo marginale da coprotagonista.
Troppo poco per soddisfare la mia fame.
E intanto la vasca con l'idromassaggio rimane vuota e in attesa
ma non la sprecherò con una persona qualsiasi nonostante la scadenza prossima.
Piuttosto da solo...
Da capo,
con più sentimento, grazie.
Ricominciare a scrivere senza filtro, incuranti di possibili conseguenze.
Ricominciare a vivere senza filtro.
Portare con sè solo un bagaglio leggero,
e una scatola degli attrezzi piena di possibili risorse.
E ricominciare a vagare senza meta,
galleggiando finché possibile nonostante le zavorre acquisite.
C'erano sogni,
e dolore,
e rabbia,
e chissà che altro.
Sono stati nascosti bene ma ci sono ancora,
basterebbe giusto grattare sotto la superficie.
Ma a chi dovrebbe interessare, poi?
E comunque continuo a permetterlo solo quando sto dicendo addio,
tanto per dimostrare che no, io ti ho guardato davvero ma tu di me non avevi visto quasi niente.
Nonostante il tempo passato e le parole dette.
Perchè alla fine sono quelle non dette a fare la differenza
ma sono quelle più difficili da ascoltare.
Basta un attimo di distrazione,
e te le sei perse per sempre.
Oggi avrei voluto scrivere un post ad alto contenuto erotico,
raccontando quello che avrei voluto fare dopo la partita settimanale
e che non ho mai fatto per mancanza di occasione
e anche perchè la diretta interessata, secondo me, ci sarebbe rimasta anche un pò male.
Invece sono uscito dopo la salutare doccia
e sono andato a sentire un bel concerto.
E a vedere un pò di gente.
E ho capito che, proprio no, le persone, tante persone, non le so proprio gestire.
Una alla volta, please.
O, se devono essere molte, io devo stare necessariamente sopra ad un palco, altrimenti non sono a mio agio.
Tant'è.
Potrei.
Potrei ancora scambiare passione in cambio di affetto.
O amore in cambio di promesse.
O attenzione in cambio di semplice presenza.
Potevo avere un pò di divertimento stando al gioco.
O compagnia in cambio di storie.
O calore in cambio di confidenze.
Invece scelgo di non fare, nonostante il freddo pungente,
di restare fermo senza fare un passo indietro e senza correre avanti solo per avvicinare la prossima emozione.
Scelgo di viaggiare più leggero, almeno per un pò.
Scelgo di non scegliere.