Questo, nonostante le apparenze, è un momento di grande confusione.
E mi piacerebbe andare in riva al mare, di notte, sugli scogli, a chiacchierare con qualcuno che non conosco ancora [qualcuna, trovo gli uomini mediamente abbastanza noiosi].
Sarei tentato di lanciare un appello, qui, per trovare questa compagnia.
Magari qualcuno [qualcuna] risponderebbe.
Quasi sicuramente troppo lontano per potermi poi accompagnare davvero.
Chissà.
Sarà la fine dell'anno a portare con sè il rendiconto annuale?
Oppure è solo il periodo ciclico di domande sui valori, sulle aspettative, sugli avvenimenti,
semplicemente spostato dal suo solito momento estivo ad un più evocativo periodo invernale?
Ormai ho imparato che ogni due anni ho questa voglia di pulizia, di rinnovamento, di chiarezza
che mi porta a tagliare via tutte le relazioni ambigue, tutti i propositi deboli, tutti gli amici che non si sono dimostrati tali
alla ricerca di una nuova strada, simile alla prima
ma abbastanza diversa da sembrare nuova e inesplorata,
piena di promesse, invitante.
Questo è stato un anno complicato
e insieme molto semplice.
Un anno che mi ha insegnato il meglio e il peggio di persone e situazioni [ma sopratutto il peggio]
e che mi ha dimostrato, ancora una volta, quanto le aspettative degli altri nei miei confronti siano alte [eppure tanto più basse delle mie verso me stesso]
e nonostante questo quanto poco impegno ci voglia per soddisfarle.
Le prove veramente difficili devono ancora arrivare, la strada da percorrere è ancora nebulosa
eppure la guardo con un sorriso, perchè ho capito che la mia strada è fatta così,
di percorsi in discesa e brusche frenate, svolte improvvise e ostacoli imprevisti
e di una sorpresa dietro ogni angolo, brutta o bella che sia, non importa.
Ho capito che la cosa non mi disturba, che non mi lamenterò se dovessi rimanere ancora sospeso [o meglio, mi lamenterò perchè mi diverte farlo, ma senza convinzione] e che
piuttosto di una quieta esistenza
preferisco un fuoco artificiale
oppure un fallimento epocale.
Che volete farci,
le mezze misure proprio non mi piacciono.
Niente catastrofe,
almeno per stavolta.
Solo tanti pensieri dei quali seguire il filo contorto.
Prima o poi.
Che sarebbe stata una giornata di merda si era capito dal mattino,
dal risveglio con la gola intasata e gli occhi lucidi
ma con la fronte inesorabilmente fredda.
E l'attesa inconcludente di un'ora e mezza in una clinica psichiatrica a quel punto era anche prevedibile.
Ma incontrare una persona che [ricambiato] evito o ignoro da mesi
e ricevere da lei un augurio di buon natale al quale avrei risposto volentieri con un vaffanculo
beh,
comincia ad essere troppo.
Ed è solo mezzogiorno...