Ogni tanto ci sono di queste serate,
nelle quali la passione cerca uno sfogo che le è negato,
nelle quali si sente la mancanza di una qualsiasi presenza,
di qualcuno che, comunque, ci sia.
Qualcuno suggerisce di sublimare,
di trasformare la traboccante passione in qualcosa d'altro,
di diverso,
di più controllabile.
Io la trovo solo una comoda sega mentale.
Dopo un concerto come questo qualsiasi donna sarebbe pronta ad aprirmi il suo cuore
o le sue gambe.
[ripensandoci, non qualsiasi]
Perchè mai un uomo debba scegliere un'immagine femminile come avatar non lo capirò mai...
[un tempo post come questo avrebbero scatenato una guerra di commenti...]
Ci mettiamo sempre in posa cercando di esporre il lato migliore,
dimenticandoci che
chi vuole
può sempre girarci intorno per guardare anche il resto.
Ammesso che ci sia.
Guardarsi allo specchio
e ritrovarsi ancora imperfetto
insoddisfacente
ma migliorabile.
Non si finisce mai di imparare
anche e sopratutto su sè stessi.
Questo continuo fermarsi e ripartire,
sebbene sia dimostrato che giovi all'incastro dei tempi,
inizia a stancarmi.
Come il rincorrersi di cose e persone
un'insistenza nell'esserci che ha quasi del maniacale.
Nessuno ha più il gusto di perdersi,
ancor meno di farsi perdere.
Non senza aiuti artificiali
siano essi sostanze,
errori,
tentazioni
o chissà che altro.
Io,
per mia natura,
mi perdo continuamente
e continuamente mi faccio perdere,
abbandonare
o semplicemente dimenticare per strada.
E mi va bene così,
da sempre,
perchè amo perdere
e ritrovare per caso,
come un oggetto caro scoperto sul fondo di un cassetto.
Ci vuole pazienza...