Il film non è stato poi granchè, ma il punto è che parla di un tizio che fa esattamente quello che ho sempre fatto e gli capita esattamente quello che mi è sempre capitato. A pensarci è davvero un film inutile: non dice quello che dovrebbe, lascia le cose a metà, tratta in maniera superficiale argomenti e situazioni che andrebbero trattati con maggiore profondità. In buona sostanza sembra la mia vita fino a pochi mesi fa.
Perciò sembra inevitabile rendersi conto di quante cose siano cambiate in questi mesi di silenzio telematico. Facendo attentamente i conti, una: io. Quello che è cambiato è solo il fatto di essere diventato quello che molti credevano fossi già; il fatto di avere accettato, una buona volta, la responsabilità di essere me stesso, esattamente per come sono. Perchè era troppo facile trovare a posteriori la giustificazione più adatta, lamentarsi di ciò che non andava invece di provare a cambiare punto di vista, andare sempre avanti per non dover mai esserci veramente.
Adesso invece posso dire che ci sono,
forse per questo la mia vita sembra andare al suo giusto ritmo, nè troppo veloce nè troppo lenta. Forse gradirei solo un pò più di densità ma ci sarà il tempo anche per quello.
Per adesso mi limito a sorridere al pensiero delle persone che, nonstante tutto, sono rimaste, ritornate o sono state fermate proprio sul punto di girarmi le spalle. Sorrido al pensiero di persone che sento dentro perchè hanno accettato di esserci fino in fondo, a patto che ci sia anch'io. Mi dispiace solo non aver imparato a farlo prima, avrei di certo vissuto in maniera diversa molto di ciò che mi è capitato in questi anni, avrei dato di più a molte delle persone che mi hanno incrociato, e avrei fatto meno danni.
Ma dopotutto, come lei mi dice sempre, sono le strade che abbiamo percorso ad averci portato al punto in cui siamo.
C'è un accumulo di parole disordinato che stenta a trovare un'uscita dotata di senso.
C'è un deficit di sensazioni forti, di emozioni che valga la pena chiamare tali, una totale eclissi di cuore.
C'è un insieme di possibilità mutualmente esclusive eppure contemporaneamente presenti.
C'è un'inquietudine strisciante non sufficientemente forte da causare una scossa percepibile.
C'è un desiderio senza oggetto, una preghiera senza dio, un colpo senza bersaglio.
C'è un retrogusto leggermente amaro, come il sapore delle cose vissute e consumate.
C'è che mi sento come una bottiglia di champagne ben agitata e pronta ad esplodere
senza nessuno che sappia
o possa
o voglia
togliere il tappo.
Io ci sto provando,
sul serio,
a diventare migliore di quello che sono sempre stato.
E [probabilmente è presto per dirlo ma] forse ci sto anche riuscendo.
Piano piano, continuando a commettere errori.
Chiedendo scusa quando devo.
Ma mi ci sto impegnando seriamente, perchè non me ne frega più di tanto di essere un abile seduttore, uno che riesce a leggere le persone al primo sguardo, uno che sa sempre la mossa giusta da fare o la parola giusta da dire.
Preferisco crescere.
E non so se è causa o conseguenza di questo
ma molte delle persone che ho perso per strada stanno tornando.
Una alla volta, nelle maniere più strane.
Con una mail dal nulla, con un contatto su facebook, con un sms, con un messaggio privato.
Tornano e mi danno la possibilità di ammettere i miei errori, chiedere scusa e cercare di riparare i danni. Anche solo dando una spiegazione per un abbandono improvviso e silenzioso, per una fuga precipitosa, per un cambiamento di atteggiamento apparentemente immotivato.
Mi danno la possibilità di provare a fermarle quando provano ad allontanarsi invece di lasciarle andare come ho sempre fatto perchè era la soluzione più semplice.
Mi danno la possibilità di fare pace con quello che sono stato e andare avanti,
finalmente.
E anche se contemporaneamente continuo a trovarmi nelle stesse assurde situazioni di sempre mi rendo conto che le mie risposte non sono le stesse di sempre.
Mi rendo conto che c'è una serenità nuova che mi è sempre mancata, che non c'è più il bisogno di avere tutto e subito [alle volte solo la voglia], non più la sensazione di non essere abbastanza, di essere in qualche modo inadeguato.
Io non so perchè succede tutto questo
ma sono felice che succeda.
E continuerò a lottare contro me stesso e le mie pessime abitudini per non fare ancora una volta gli stessi errori
perchè chi arriverà d'ora in avanti possa conoscere un me stesso migliore di quello che sono sempre stato.
In fondo si tratta soltanto di premere leggermente il pedale del freno
e continuare ad andare avanti.
E stare a guardare dove porterà questa nuova strada...
Diciamolo pure,
tutti i tuoi problemi sono sempre venuti dalle relazioni con le persone,
dal tuo non saper gestire tempi e distanze,
[sempre troppo presto e troppo vicino, oppure troppo tardi e troppo distante]
dal tuo non saper accettare quelle che hai sempre sentito come sconfitte personali e invece erano solo incastri sbagliati,
dal tuo desiderio di avere accanto qualcuno con cui condividere quello che succedeva dentro e intorno.
E sono stati peggiorati dalla tua tendenza a cercare di capire per poter pilotare le relazioni nella direzione voluta,
dalla tua capacità di leggere le persone e reagire di conseguenza,
dalla facilità con cui riesci a legare azione e reazione, causa ed effetto, per ottenere lo scopo desiderato.
Diciamolo pure,
da quando hai rinunciato a gestire tempi e distanze,
da quando hai rinunciato al desiderio di vincere sempre e comunque,
da quando hai accettato il fatto che certe cose potresti non condividerle mai con nessuno;
e hai smesso di cercare di pilotare le relazioni,
smesso di leggere le persone solo per sapere come reagire,
smesso di agire sempre nel modo più adatto per raggiungere lo scopo,
i tuoi problemi sembrano essersi azzerati.
E così ti rendi conto che l'uomo in rodaggio che sei da diversi anni forse ha preso la direzione giusta per diventare finalmente uomo
e basta.
Potrei smontare gli accadimenti e le parole,
le singole espressioni e le distanze del corpo,
i battiti del cuore e il calore delle mani.
Potrei interpretare i segni,
analizzare i legami tra azioni e reazioni,
cercare il modo migliore per provocare quella valanga che porterà alla conclusione voluta.
Ma non avrei imparato niente.
Così stavolta mi limito ad esprimere un desiderio
a sentirla sulla pelle e dentro la carne
e ad incrociare le dita.
Probabilmente l'unica differenza è che non credo più nel lieto fine
ma è una differenza sostanziale.
PS. Sarebbe bene ricordare, ogni tanto, che dopotutto si tratta pur sempre di persone,
anche quando fanno di tutto per fartelo dimenticare.
Ci sono volte in cui pensi di avere capito tutto,
che le cose hanno finalmente acquistato un senso compiuto perchè dovevano portarti a fare esattamente quella considerazione,
che hai trovato il modo di evitare per l'ennesima volta lo stesso stupido errore.
E poi ti accorgi [o meglio, ti fanno accorgere] che invece c'è un modo molto più semplice di risolvere le cose, un modo che non ti impedisce di farle accadere e rischiare di perdere ciò che ci può essere di buono, un modo che ti permette di continuare a fare quello che hai sempre fatto evitandone le conseguenze negative.
Perchè alla fine il punto non è fare o non fare qualcosa
ma l'atteggiamento con cui la si fa.
Perciò si ricomincia ad essere quello che sei sempre stato, con la differenza che quello che succederà da ora in poi sarà visto con gli occhi della serenità acquistata in questo periodo; perchè forse dovevi solo imparare che i rapporti si possono vivere in maniera diversa da come li hai sempre vissuti.
Un impegno di lavoro e una cena con film dagli amici storici.
Saltati.
E così ti trovi invitato alla presentazione di un libro in uno dei posti potenzialmente più snob della città...
E allora perchè non giocare?
Chi ti ha invitato è una donna che, come te, gioca a fare la ragazza quando può permettersi di farlo. Una donna alla quale devi un favore e con la quale hai già concordato una congrua ricompensa. Ma, visto anche che ti farà da consulente di immagine, decidi di darle un piccolo assaggio di quello che sarà il risultato definitivo.
E nonostante il dolcevita sia leggermente troppo grande e la giacca leggermente troppo corta, nonostante i pantaloni siano quelli sbagliati e il giubbotto non ti piaccia per niente l'effetto complessivo è tale che nessuno ti guarda e passa oltre senza dare una seconda occhiata - ad eccezione forse delle ragazzine. Divertente. Perchè se è vero che l'abito non fa il monaco è anche vero che l'abito giusto aiuta il monaco a distinguersi dagli altri.
Il pomeriggio passa così, tra la noia di una presentazione eccessiva dato il dubbio valore del libro ed il sorriso continuo che ti suscita il fatto che tu ti senta perfettamente a tuo agio nel ruolo che hai deciso di impersonare. La committenza è soddisfatta, l'effetto finale è quello voluto. Potresti quasi farne un lavoro.
C'è una frase che ultimamente senti spesso uscire dalla bocca delle persone che conosci - "niente accade per caso". Tu l'hai imparato molto bene quando hai iniziato a lavorare alla tesi, basta guardare come sei finito adesso grazie ad un felice incastro di tempi e di possibilità. Niente accade per caso. E ti rendi conto di sapere molto bene il significato di ciò che ti sta succedendo intorno, il valore che può avere il tuo esserci per alcune delle persone che hai incrociato in questo periodo. Ti chiedi quale sarà il loro per te ma la cosa non ti disturba poi tanto, hai alcune ipotesi in proposito e nessuna fretta di scoprire se si riveleranno esatte.
E ti rendi conto che non ti dispiacerebbe un pò di solitudine, un isolamento totale e completo da tutte le persone che conosci, quasi un eremitaggio in mezzo agli sconosciuti. Azzerare i contatti, limitare le uscite e concentrarsi sulle sensazioni, sulle percezioni, sulle emozioni. Hai voglia di sentire senza che niente ti distragga, hai voglia di accordare il tuo battito a quello di tutto ciò che ti circonda. Hai voglia di respirare senza fretta e osservare con attenzione i particolari, di immergerti nella realtà delle cose per provare a sfiorarne la più intima essenza. Di solito ti capita per caso ma hai voglia di farlo deliberatamente e da tempo hai rinunciato a provarci con le persone - di solito non si lasciano toccare fino in fondo.
Chissà se ne avrai la possibilità
o dovrai rinunciare per colpa del solito turbinio di impegni e conoscenze che reclamano attenzione.
Mai stato tanto svogliato e confuso sui contenuti di quello che nella mente è di una nitidezza cristallina ma si inceppa sulla punta delle dita.
Mai stato tanto indeciso sulle parti della vita reale da tradurre in impulso elettronico condiviso, cosciente anche del fatto che alcune persone condividono entrambi i campi da gioco.
Mai stato tanto sereno senza un'ipotesi di relazione in ballo - sembra che il condizionamento sociale non sia più sufficiente a farmi credere che io debba essere parte di una coppia. Più difficile è tenere a freno la voglia di un corpo piacevole, idealmente accompagnato da una mente affascinante; più complicato ancora tenere a bada la smania per il brivido della conquista e il piacere di una partita ben giocata.
Ma per adesso va così,
con qualche ipotesi di reato solo teorizzata e nessuna intenzione di incasinare deliberatamente situazioni che poi dovrò gestire per il resto dell'anno, sportivo o artistico che sia.
E se è vero che, come si dice, ogni uomo ha tredici partner durante la sua vita mi toccherà di mettermi l'animo in pace - oppure smentire questa teoria.